L’Assurance di Sostenibilità: Un Pilastro per la Reputazione Aziendale nell’Era ESG – incontro ASSIL del 30 giugno 2025

Il documento è la mia relazione. L’ho presentata all’associazione nell’occasione dell’incontro del 30 giugno occasione per esplorare la sostenibilità e la competitività alla luce del recente Omnibus Review.In cui da relatore tratto della parte assurance.

Vedi:https://www.assil.it/blog-associazione/sostenibilita-competitivita-sono-ancora-un-binomio-vincente/Segue poi in altro articolo lo snodo principale del mio intervento.

ASSIL rappresenta le aziende produttrici, espressione dell’eccellenza tecnologica dell’illuminazione in Itali

ASSIL – Associazione Nazionale Produttori  Illuminazione – raggruppa aziende produttrici di apparecchi, componenti elettrici per l’illuminazione, sorgenti luminose e LED, operanti sul mercato italiano. Le imprese ASSIL, con fatturato globale di 2,9 miliardi di €, rappresentano oltre il 65% del fatturato complessivo italiano del settore e occupano oltre 8.000 addetti.

Documento di Studio: Assurance di Sostenibilità per un Pubblico Competente

L’Assurance di Sostenibilità: Un Pilastro per la Reputazione Aziendale nell’Era ESG

Documento di studio per l’incontro con gruppo di lavoro Assil.it – 30/06/2025

Nel panorama aziendale contemporaneo, la sostenibilità ha superato la sua tradizionale connotazione filantropica per affermarsi come un imperativo strategico fondamentale, capace di influenzare profondamente la posizione di mercato di un’impresa e la sua vitalità a lungo termine. Le aziende che raggiungono e dimostrano pubblicamente elevati standard Ambientali, Sociali e di Governance (ESG) sono sempre più riconosciute come leader nei rispettivi settori, attirando investimenti significativi e promuovendo una solida fiducia tra gli stakeholder. Un solido rating ESG non rappresenta solo un vantaggio competitivo, ma funge da indicatore critico della resilienza e dell’adattabilità di un’organizzazione in un contesto globale in rapida evoluzione. Questo impegno verso la sostenibilità si traduce direttamente in benefici tangibili, tra cui un maggiore appeal per gli investitori responsabili, una crescente fedeltà dei consumatori e un marcato miglioramento della reputazione aziendale complessiva e della responsabilità sociale. I consumatori, in particolare, mostrano una preferenza crescente per i marchi che operano in modo etico e sostenibile. Il framework ESG affronta in modo esaustivo l’impronta ambientale di un’azienda, il suo impatto sociale e l’integrità delle sue strutture di governance. La componente “G” (Governance) è particolarmente cruciale, poiché sostiene la capacità dell’azienda di operare in modo trasparente ed etico, influenzando direttamente le percezioni esterne della sua affidabilità e credibilità.

Capitolo 1: Il Circuito della Fiducia e il suo Valore Strategico

L’assurance di sostenibilità è la verifica indipendente dei dati e dei report di sostenibilità aziendali. Questo processo trasforma le autodichiarazioni in informazioni credibili, rafforzando la fiducia degli stakeholder e migliorando la reputazione. Agisce anche come strumento diagnostico interno, identificando rischi e promuovendo miglioramenti. Clicca sui passaggi del diagramma per approfondire il ciclo virtuoso.

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1. Performance Aziendale

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2. Reporting di Sostenibilità

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4. Credibilità e Fiducia

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3. Assurance Indipendente

5. Reputazione Aziendale

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6. Vantaggi di Mercato

Seleziona un passaggio per visualizzare i dettagli approfonditi del circuito.

Capitolo 2: ISSA 5000 e SSAE Italia: Analisi Comparativa degli Standard di Assurance

La credibilità dell’assurance si fonda su standard rigorosi. I principali sono l’internazionale ISSA 5000 e l’italiano SSAE. Questi standard sono fondamentali per garantire affidabilità e contrastare il greenwashing, con un focus sulla doppia materialità. Esplora le loro specificità e interconnessioni con il quadro normativo.

Capitolo 3: L’Impatto delle Riforme Normative Italiane: “Stop the Clock” e “Omnibus”

I recenti sviluppi normativi italiani, in particolare quelli implicati dai termini “stop to clock” e “Omnibus”, hanno un impatto profondo e multifacetato sul contesto della rendicontazione e dell’assurance di sostenibilità. Questi provvedimenti derivano dal più ampio pacchetto legislativo “Omnibus” dell’UE e dalla “Direttiva Stop the Clock”, che mirano a semplificare e ridurre gli oneri di rendicontazione per le imprese, contribuendo a una transizione sostenibile senza compromettere la competitività delle imprese dell’UE. Esplora la timeline dei rinvii e le implicazioni del Decreto Omnibus.

Timeline “Stop the Clock”: Rinvio degli Obblighi CSRD

Wave 1: Grandi Imprese Quotate UE

Nessun rinvio. Primo report nel 2025 su dati 2024. Le grandi imprese quotate dell’UE che già rientrano nell’ambito della CSRD non subiranno alcun ritardo NELLE loro scadenze.

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Wave 2: Altre Grandi Imprese

Rinvio di 2 anni. Report dal 2028 (su dati 2027) invece del 2026. L’obiettivo è concedere un margine temporale utile per strutturarsi e prepararsi adeguatamente.

Wave 3: PMI Quotate

Rinvio di 2 anni. Report dal 2029 (su dati 2028) invece del 2027. Anche per le PMI quotate, il rinvio mira a facilitare l’adeguamento.

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Decreto Omnibus 2024: Implicazioni e Adattamenti

Il Decreto Omnibus 2024, un provvedimento trasversale che tocca punti nevralgici come la Transizione 5.0, gli incentivi agli investimenti produttivi e le agevolazioni fiscali, include anche il recepimento di importanti direttive europee in materia ESG, tra cui la Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD) e la Direttiva (UE) 2024/1760 (CSDDD). Queste direttive impongono l’adozione di standard europei armonizzati per la reportistica di sostenibilità (ESRS) e l’obbligo di integrare le informazioni ESG nella Relazione sulla gestione o in documenti separati, soggetti a verifica da parte di terzi indipendenti.

Le modifiche proposte dal pacchetto Omnibus includono anche un aumento delle soglie dimensionali per le aziende soggette alla CSRD, riducendo il numero complessivo di imprese tenute a rendicontare di circa l’80%. Ad esempio, la definizione di “grande impresa” è stata modificata per includere aziende con più di 1.000 dipendenti *e* che soddisfano almeno uno dei test finanziari (fatturato netto superiore a 50 milioni di euro o totale di bilancio superiore a 25 milioni di euro). Per le società madri di un grande gruppo, l’obbligo di redigere e pubblicare la rendicontazione di sostenibilità consolidata è limitato a quelle con una media di oltre 1.000 dipendenti. Questo significa che molte aziende di medie dimensioni, precedentemente rientranti nell’ambito della CSRD, potrebbero ora essere esentate dall’obbligo formale di rendicontazione.

Nonostante i rinvii e l’innalzamento delle soglie, le implicazioni per le aziende e i fornitori di assurance in Italia rimangono significative. Le leggi nazionali che hanno già recepito la versione attuale della CSRD rimangono valide ed efficaci, e le aziende devono comunque conformarsi a queste normative nazionali per evitare sanzioni. Inoltre, anche le aziende non direttamente soggette agli obblighi della CSRD potrebbero subire impatti indiretti, poiché i loro clienti e partner commerciali dell’UE potrebbero richiedere dati ESG per la propria rendicontazione della catena del valore. Questo sottolinea l’importanza per le imprese di comprendere a fondo le opportunità offerte (in termini di agevolazioni fiscali, incentivi e investimenti) e di prepararsi con anticipo agli obblighi normativi, soprattutto in ambito ambientale e di governance. In un contesto europeo sempre più integrato e regolamentato, adattarsi in tempo può fare la differenza tra resistenza passiva e crescita proattiva.

Capitolo 4: Il Revisore nell’Era ESG: Ruoli Distinti e Impatto sulla Reputazione

Il panorama della revisione in Italia sta subendo una significativa trasformazione con l’introduzione di nuove figure professionali e l’evoluzione dei ruoli esistenti, in particolare nel campo della sostenibilità. È fondamentale distinguere i ruoli e le responsabilità del revisore legale tradizionale e del nuovo revisore legale della sostenibilità nel processo di assurance e rendicontazione della sostenibilità. Esplora le differenze e l’influenza cruciale sulla percezione aziendale.

Capitolo 5: Assurance di Sostenibilità: Migliori Pratiche e Sfide Operative

L’assurance di sostenibilità è un campo in rapida evoluzione, caratterizzato sia da pratiche emergenti che da sfide persistenti che possono rafforzare o compromettere la reputazione aziendale. Ottenere un’assurance di successo richiede preparazione e consapevolezza. Esplora le pratiche che rafforzano la credibilità e le sfide che le aziende e i revisori devono affrontare in questo campo in rapida evoluzione.

✓ Migliori Pratiche

! Sfide Attuali

Capitolo 6: Orizzonti dell’Assurance di Sostenibilità: Tendenze Future e Prospettive

Il futuro dell’assurance di sostenibilità è caratterizzato da un’evoluzione dinamica, trainata dall’innovazione tecnologica, dalla crescente pressione normativa e dalle mutate aspettative degli stakeholder. Il ruolo del revisore è destinato a trasformarsi da un mero garante della conformità a un partner strategico per la creazione di valore e la gestione del rischio reputazionale. Esplora le tendenze chiave che plasmeranno il domani.

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Impatto Tecnologico (IA & IoT)

IA e IoT diventeranno centrali per l’assurance di sostenibilità. L’IA, tramite machine learning, ottimizzerà l’analisi dei dati ESG, il monitoraggio in tempo reale e la previsione dei rischi, migliorando precisione ed efficienza. L’IoT, con sensori, raccoglierà dati dettagliati su risorse e emissioni, aumentando tracciabilità e trasparenza lungo la catena del valore. Queste tecnologie permetteranno ai revisori di analizzare grandi volumi di dati per una comprensione più profonda delle performance ESG.

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Evoluzione del Ruolo del Revisore

Il revisore della sostenibilità evolverà da garante della conformità a consulente strategico. Fornirà feedback e raccomandazioni per migliorare i controlli interni e identificare rischi/opportunità. Ciò richiederà competenze multidisciplinari (contabili, ambientali, sociali, governance) e una maggiore centralità nella gestione dei rischi ESG, inclusa la prevenzione del greenwashing. Sarà essenziale integrare i rischi ESG nel framework aziendale.

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Armonizzazione Globale e Standardizzazione

Nonostante i recenti rinvii, la direzione è verso una maggiore armonizzazione degli standard di rendicontazione e assurance a livello globale e nazionale. Si prevede che la CSRD e i relativi standard (ESRS, ISSA 5000, SSAE Italia) continueranno a guidare questa standardizzazione, rendendo le informative più comparabili e affidabili.

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Focus sulla Catena del Valore

Ci sarà un’enfasi crescente sulla rendicontazione e sull’assurance delle informazioni di sostenibilità lungo l’intera catena del valore. Questo richiederà ai revisori di acquisire una comprensione approfondita delle relazioni commerciali e degli impatti a monte e a valle, aumentando la complessità dell’incarico.

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Crescente Domanda degli Stakeholder

La pressione da parte di investitori (che cercano aziende con elevate performance ESG), consumatori (che preferiscono marchi sostenibili) e regolatori (che richiedono maggiore trasparenza) continuerà a guidare la domanda di assurance di sostenibilità. Questo spingerà un numero crescente di aziende a sottoporsi a verifiche indipendenti, anche su base volontaria.

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Assurance Integrata

Si potrebbe assistere a una maggiore integrazione tra l’assurance finanziaria e quella di sostenibilità, riflettendo la crescente interconnessione tra performance finanziarie e non finanziarie.

Conclusioni

L’analisi condotta evidenzia inequivocabilmente il legame intrinseco e rafforzato tra le pratiche di sostenibilità aziendale e la reputazione d’impresa, con l’assurance di sostenibilità che emerge come un fattore abilitante e moltiplicatore di fiducia. Le aziende che dimostrano un impegno verificabile verso gli standard ESG non solo attraggono investimenti e fidelizzano i consumatori, ma consolidano anche la propria immagine come leader responsabili, beneficiando di un effetto virtuoso sulla reputazione che si autoalimenta.

Gli standard di assurance, come ISSA 5000 a livello internazionale e SSAE (Italia) nel contesto nazionale, sono fondamentali per questa dinamica. Essi forniscono le metodologie e i requisiti professionali necessari per garantire che le informazioni di sostenibilità siano oggettive, affidabili e verificabili, contrastando efficacemente il rischio di “greenwashing”. L’introduzione del principio della “doppia materialità” in questi standard segna un’evoluzione significativa, spostando il focus della rendicontazione da una prospettiva puramente finanziaria a una che include anche gli impatti dell’azienda sulla società e sull’ambiente, ampliando così l’ambito e la complessità del lavoro del revisore. La simbiosi tra le direttive legislative (come la CSRD) e lo sviluppo di questi standard professionali sottolinea la maturazione del reporting di sostenibilità verso un modello di trasparenza e accountability comparabile a quello finanziario.

I recenti sviluppi normativi italiani, in particolare il Decreto Omnibus e il meccanismo “Stop the Clock”, hanno introdotto rinvii e modifiche alle soglie di applicazione della CSRD. Se da un lato questi provvedimenti offrono alle imprese un respiro temporale per l’adeguamento, dall’altro non annullano la necessità di prepararsi. Le aziende, anche quelle non direttamente soggette, dovranno comunque considerare le richieste di dati ESG lungo la catena del valore e l’evoluzione delle normative nazionali.

Il ruolo del revisore legale si sta espandendo e specializzando. La figura del revisore legale della sostenibilità, sebbene radicata nello stesso quadro normativo del revisore tradizionale, richiede competenze aggiuntive e un percorso formativo specifico. Questa specializzazione consente al revisore di fornire assurance su framework volontari come il VSME, estendendo i benefici di credibilità anche alle PMI non quotate e rafforzando la loro reputazione. Le conclusioni dei revisori, siano esse positive o modificate, hanno un impatto diretto sulla percezione degli stakeholder, influenzando le decisioni di investimento, la fedeltà dei clienti e l’attrattiva per i talenti.

Guardando al futuro, l’assurance di sostenibilità sarà sempre più integrata con le tecnologie avanzate come l’IA e l’IoT, che promettono di migliorare l’efficienza, l’accuratezza e la profondità dell’analisi dei dati ESG. Il ruolo del revisore si evolverà ulteriormente, passando da un ruolo di mera conformità a quello di partner strategico, capace di guidare le aziende nella gestione dei rischi ESG e nell’identificazione di opportunità di valore. La crescente domanda di trasparenza da parte degli stakeholder e la continua armonizzazione normativa spingerà verso una maggiore qualità e integrazione dell’assurance, con un’attenzione particolare alla catena del valore.

In definitiva, l’assurance di sostenibilità non è un costo aggiuntivo, ma un investimento strategico e indispensabile. Essa non solo garantisce la conformità e mitiga i rischi di greenwashing, ma agisce come un catalizzatore per il miglioramento interno, rafforzando la fiducia degli stakeholder e consolidando la reputazione aziendale come fondamento per una crescita sostenibile e duratura nel tempo.

© 2025 Documento di Studio. Contenuti basati sulla ricerca “L’Assurance di Sostenibilità: Un Pilastro per la Reputazione Aziendale”.

Dott. Prof. Giacomo Dalseno Revisore Legale – giacomodalseno@gmail.com – non mera conformità ma partner strategico