Checklist GHG Protocol da documento originale -Checklist GHG Protocol by EY

ho usato il documento EY e ho lavorato per quanto possibile ad una prima anlisi dello stesso, allo scopo didattico e personle di comprendere meglio, almeno inizialmente, il Protocollo GHG, il tutto come Revisore Legale. Mi sono fermato nel lavoro che proseguirò con lo scope 3 quando avrò tempo.

Questa è pagina web interattiva che funge da checklist per la redazione di un inventario delle emissioni di gas serra (GHG) in conformità con il GHG Protocol. La pagina è stata creata da Giacomo Dalseno, Revisore Legale.

Struttura e Funzionalità Principali:

Header: Un’intestazione chiara introduce lo scopo della pagina: una checklist per il GHG Protocol. Invita gli utenti a selezionare le voci completate e a riordinare le schede tramite trascinamento (drag-and-drop).

Layout a Schede (Card): Il contenuto è organizzato in “schede” separate, ognuna rappresentante un punto specifico della checklist. Questo design modulare migliora la leggibilità e l’organizzazione. Le schede sono raggruppate in sezioni e sottosezioni tematiche:

Informazioni Generali: Copre aspetti fondamentali come la descrizione dell’azienda, il perimetro dell’inventario (confini organizzativi e operativi), il periodo di rendicontazione e i contratti rilevanti.

Informazioni su Scope 1 e 2: Dettaglia i requisiti per la rendicontazione delle emissioni dirette (Scope 1) e indirette da consumo energetico (Scope 2), inclusa la suddivisione per tipo di gas e le metodologie di calcolo (LBM e MBM).

Informazioni Specifiche per Scope: Approfondisce requisiti particolari per Scope 2, come la gestione dei fattori di emissione residui e la disaggregazione dei dati.

Interattività:

Checkbox: Ogni voce della checklist ha una casella di controllo per permettere all’utente di segnare i punti completati.

Drag-and-Drop: Le schede possono essere trascinate e riordinate, offrendo flessibilità all’utente per organizzare il lavoro secondo le proprie priorità.

Spiegazioni a Compasso:

Funzionalità di Esportazione e Riepilogo:

Mostra Riepilogo: Un pulsante permette di generare un riepilogo dinamico che elenca solo le voci selezionate.

Esporta Riepilogo: Apre una nuova finestra del browser con il riepilogo formattato, pronta per la stampa.

Esporta in PDF: Utilizza la funzionalità di stampa del browser per salvare l’intera pagina o il riepilogo in formato PDF.

Checklist GHG Protocol

📋 Checklist GHG Protocol

Seleziona le voci completate. Le spiegazioni sono visibili sotto ogni voce. Trascina le schede per riordinarle.

I. INFORMAZIONI GENERALI

Descrizione della società, perimetro dell’inventario e informazioni sulle emissioni Scope 1 e Scope 2.

Descrizione della società e perimetro dell’inventario (Schede 1-3)

🏢 1. Confine di rendicontazione delle emissioni GHG

È necessario dichiarare chiaramente il confine di rendicontazione utilizzato per l’inventario delle emissioni GHG, specificando il confine organizzativo e operativo, e l’approccio di consolidamento applicato in modo coerente.

📅 2. Periodo di rendicontazione

Deve essere chiaramente indicato il periodo di rendicontazione coperto dalla dichiarazione delle emissioni di gas serra. Di norma, questo può essere reso evidente tramite l’intestazione (es. “Dichiarazione delle emissioni GHG per l’anno concluso il 31/12/20XX”). In caso contrario, è richiesta una disclosure separata.

📄 3. Contratti che trattano rischi e obblighi GHG (facoltativo)

Se l’entità dispone di contratti che affrontano rischi e obblighi legati ai gas serra (ad esempio, operazioni congiunte che specificano la proprietà delle emissioni o la responsabilità nella gestione delle stesse), è possibile divulgare le informazioni sulle clausole contrattuali rilevanti.

Informazioni sulle emissioni Scope 1 e Scope 2 (Schede 4-11)

📦 4. Emissioni totali per ciascuno Scope

Le emissioni devono essere riportate separatamente per ciascuno Scope, includendo tutti e sette i gas serra (CO₂, CH₄, N₂O, HFCs, PFCs, SF₆, NF₃), e devono essere indipendenti da qualsiasi operazione di scambio o compensazione (offsets, allowances).
Nota:Se l’azienda non dispone di informazioni MBM o opera in località che non supportano l’approccio MBM, le emissioni devono essere calcolate utilizzando il metodo LBM. In tal caso, i risultati per LBM e MBM saranno identici.

🧮 5. Emissioni per ciascun GHG in tonnellate metriche e CO₂ equivalente

Le emissioni devono essere riportate separatamente per ciascuno dei sette gas serra (CO₂, CH₄, N₂O, HFCs, PFCs, SF₆, NF₃), sia in tonnellate metriche che in tonnellate di CO₂ equivalente.
Se presenti, devono essere riportate separatamente le emissioni da gas serra diversi dai sette principali ma con un Global Warming Potential (GWP) identificato dall’IPCC. È necessario includere anche l’elenco di questi gas nell’inventario.

🌍 6. Emissioni per ciascun gas serra

Le emissioni devono essere riportate separatamente per ciascuno dei sette gas serra materiali all’azienda (CO₂, CH₄, N₂O, HFCs, PFCs, SF₆, NF₃), sia in tonnellate metriche che in tonnellate di CO₂ equivalente.
Se presenti, devono essere riportate separatamente le emissioni da gas serra diversi dai sette principali ma con un Global Warming Potential (GWP) identificato dall’IPCC. È necessario includere anche l’elenco di questi gas nell’inventario.

🧮 7. Metodologie di calcolo Scope 1 e Scope 2

Descrizione delle metodologie di stima utilizzate (es. proxy, gap filling), con riferimento o link agli strumenti di calcolo impiegati.
Riferimenti alle fonti normative o scientifiche utilizzate per i fattori di emissione.
Descrizione delle fonti dei dati (es. dati reali vs stimati), se rilevante dal punto di vista materiale.
Descrizione delle assunzioni significative utilizzate nel calcolo delle emissioni.
Descrizione delle metodologie di stima utilizzate per il metodo location-based, con riferimento agli strumenti di calcolo.
Riferimenti ai fattori di emissione medi della rete elettrica utilizzati.
Descrizione delle fonti dei dati (es. dati reali vs stimati), se rilevante dal punto di vista materiale.
Descrizione delle assunzioni significative utilizzate nel calcolo delle emissioni location-based.
Descrizione delle metodologie di stima utilizzate per il metodo market-based, con riferimento agli strumenti di calcolo.
Riferimenti ai fattori di emissione derivati da strumenti contrattuali.
Descrizione delle fonti dei dati (es. dati reali vs stimati), se rilevante dal punto di vista materiale.
Descrizione delle assunzioni significative utilizzate nel calcolo delle emissioni market-based.
Percentuale del consumo elettrico totale coperta da informazioni contrattuali valide per il metodo market-based.
Categorie di strumenti contrattuali utilizzati (es. RECs, tariffe verdi, contratti con fornitori), con indicazione delle tecnologie di generazione (es. solare, eolico).
Caratteristiche chiave degli strumenti contrattuali, inclusi certificati, etichette, criteri di eleggibilità e contesto normativo.
Informazioni narrative su eventuali contributi dell’azienda all’implementazione di nuovi progetti a basse emissioni.
Descrizione di eventuali processi di assurance interna o esterna, certificazioni o verifiche di conformità.

🚫 8. Esclusioni da disclosure

Le emissioni devono essere complete rispetto al confine di rendicontazione selezionato. Qualsiasi esclusione di fonti, impianti o operazioni deve essere giustificata. Facoltativamente, è possibile divulgare informazioni qualitative su fonti non quantificate.

➕ 9. Valore aggregato Scope 1 + Scope 2

Se Scope 1 e Scope 2 vengono sommati in un unico valore, è necessario indicare se sono stati usati entrambi i metodi (LBM e MBM) oppure uno solo, specificando quale. Il metodo deve essere coerente con quello usato per eventuali obiettivi di riduzione.

🧩 10. Ulteriore disaggregazione delle emissioni (facoltativa)

È possibile fornire una disaggregazione aggiuntiva dei dati sulle emissioni per migliorare la trasparenza e la comprensione, ad esempio per impianto, paese, tipo di fonte o attività.

📅 11. Informazioni sull’anno base

L’entità deve stabilire e divulgare un anno base per Scope 1 e Scope 2. Scope 3 è richiesto solo se si monitora la performance o si fissano obiettivi. Le informazioni devono includere motivazioni, politica di ricalcolo, cambiamenti strutturali e dati comparativi.

II. INFORMAZIONI SPECIFICHE PER SCOPE

Informazioni specifiche relative alle emissioni Scope 2.

Informazioni specifiche Scope 2 (Schede 12-17)

🔎 12. Residual Mix Factor non disponibile

Se il fattore di emissione residuo non è disponibile o non applicato, è necessario dichiararlo. Questo può causare un doppio conteggio tra i consumatori di elettricità. (Scope 2 Guidance – Capitolo 7)

🌍 13. Disaggregazione Scope 2 per paese (opzionale)

È possibile fornire una disaggregazione delle emissioni Scope 2 per paese. (Scope 2 Guidance – Capitolo 7)

📡 14. Informazioni da studi avanzati di rete (opzionale)

Se disponibili, divulgare stime Scope 2 basate su studi avanzati di rete e come queste influenzano le decisioni operative. (Scope 2 Guidance – Capitolo 7)

📑 15. Metodologie regionali obbligatorie (opzionale)

Se soggetti a obblighi regionali che impongono metodologie diverse, divulgare i risultati separatamente. (Scope 2 Guidance – Capitolo 7)

📜 16. Strumenti aggiuntivi richiesti da normative (raccomandato)

Divulgare strumenti supplementari richiesti per la conformità normativa, come certificati multipli o pairing obbligatori. (Scope 2 Guidance – Capitolo 7)

🚫 17. Strumenti non conformi ai Quality Criteria (opzionale)

Se sono stati acquistati strumenti che non rispettano tutti i Quality Criteria, è necessario divulgarlo. Le stime alternative non devono essere incluse nella presentazione ufficiale. (Scope 2 Guidance – Capitolo 7)
© Giacomo Dalseno – Revisore Legale

✅ Riepilogo delle voci selezionate