Non esattamente.

Confronto: Framework ESG vs. Rating ESG vs. Tassonomia UE

ESG, Rating e Tassonomia UE: Le Differenze Chiave

Naviga tra le sezioni per confrontare i tre approcci.

Unità di Analisi

FRAMEWORK ESG

L’intera organizzazione e le sue policy. La valutazione è a livello aziendale.

Implicazioni Chiave:Le aziende si concentrano sulla comunicazione di strategie e governance a livello corporate. Gli investitori ottengono una visione d’insieme della gestione ESG.

RATING ESG

L’azienda nel suo complesso. Valuta l’intera performance e le policy dell’organizzazione.

Implicazioni Chiave:Le aziende vengono confrontate con i peer del settore. Gli investitori usano il rating per un confronto rapido, ma con una visibilità limitata sulle singole fonti di ricavo.

TASSONOMIA EUROPEA

Attività Economica Specifica.Analizza i singoli prodotti e servizi (es. produzione di cemento) e richiede la mappatura di ricavi, OpEx e CapEx per ciascuna.

Implicazioni Chiave:Le aziende devono mappare ricavi, OpEx e CapEx per singola attività. Gli investitori ottengono una visione granulare di *cosa* finanzia il loro capitale.

Metodo di Valutazione

FRAMEWORK ESG

Metodologie basate su principi, sviluppate da organismi multi-stakeholder. Sono trasparenti e guidano la rendicontazione.

Implicazioni Chiave:Le aziende hanno una guida chiara su cosa rendicontare. Gli investitori possono accedere a dati più strutturati e comparabili tra aziende che usano lo stesso framework.

RATING ESG

Misto (qualitativo e quantitativo).Usa un mix di dati (es. emissioni totali) e informazioni qualitative (es. presenza di una policy). I modelli sono proprietari e spesso non trasparenti.

Implicazioni Chiave:Le aziende possono faticare a capire come migliorare il loro punteggio. Gli investitori si affidano a una “scatola nera”, con valutazioni poco comparabili tra diversi provider.

TASSONOMIA EUROPEA

Quantitativo e Scientifico.Si basa su Criteri Tecnici di Screening (TSC) con soglie numeriche precise (es. gCO₂e/tkm). La conformità è una misurazione oggettiva.

Implicazioni Chiave:La conformità non è interpretabile, ma misurabile. Gli investitori hanno una valutazione più comparabile e meno soggetta alle diverse metodologie di rating.

Scopo Principale

FRAMEWORK ESG

Guidare le aziende nella misurazione e comunicazione delle loro informazioni ESG per tutti gli stakeholder.

Implicazioni Chiave:Le aziende migliorano la trasparenza verso un’ampia gamma di stakeholder. Gli investitori usano i report per analisi dettagliate.

RATING ESG

Misurare Performance e Rischio.Valutare la performance di sostenibilità e i rischi ESG di un’azienda, principalmente per investitori.

Implicazioni Chiave:Le aziende si concentrano sulla gestione del rischio percepito dagli investitori. Gli investitori usano i punteggi per decisioni rapide di screening e allocazione.

TASSONOMIA EUROPEA

Guidare e Standardizzare gli Investimenti.Creare un “linguaggio comune” per riorientare i flussi di capitale verso un’economia a zero emissioni.

Implicazioni Chiave:L’allineamento diventa un fattore strategico per attrarre capitali “verdi”. La Tassonomia diventa il framework di riferimento per creare prodotti finanziari sostenibili.

Rischio “Greenwashing”

FRAMEWORK ESG

Moderato. La flessibilità nell’applicazione dei principi può essere sfruttata, ma la trasparenza richiesta agisce da deterrente.

Implicazioni Chiave:Le aziende sono incentivate a fornire dati concreti per supportare le loro dichiarazioni. Gli investitori devono comunque analizzare criticamente i report.

RATING ESG

Più Elevato.Metodologie opache e l’enfasi sulle policy possono premiare la comunicazione (“greenwashing”) più che la performance reale.

Implicazioni Chiave:Un’azienda può ottenere un buon rating con ottime policy sulla carta. Gli investitori rischiano di finanziare aziende che non implementano effettivamente le loro strategie.

TASSONOMIA EUROPEA

Basso.I criteri standardizzati e basati sulla scienza rendono difficile mascherare una performance scarsa. Bisogna “dimostrare” la sostenibilità con dati.

Implicazioni Chiave:La trasparenza è forzata. Gli investitori hanno maggiore fiducia nella classificazione “verde” di un asset, riducendo il rischio di investire in greenwashing.

Dinamicità dei Criteri

FRAMEWORK ESG

Statica. I framework vengono aggiornati periodicamente, ma non con una cadenza fissa e normativa.

Implicazioni Chiave:Le aziende beneficiano di una stabilità a medio termine. Gli investitori possono contare su criteri costanti per diversi anni.

RATING ESG

Generalmente Statica.Le metodologie cambiano con minore frequenza e non seguono un calendario di revisione normativo.

Implicazioni Chiave:Le aziende possono focalizzarsi su miglioramenti a lungo termine senza timore di cambi repentini. Gli investitori vedono una certa coerenza nei punteggi anno su anno.

TASSONOMIA EUROPEA

Alta.I criteri tecnici (TSC) vengono rivisti obbligatoriamente ogni 3 anni per riflettere il progresso tecnologico e scientifico.

Implicazioni Chiave:Le aziende devono monitorare costantemente l’evoluzione dei criteri. Gli investitori sanno che la definizione di “sostenibile” si evolve, incentivando una gestione dinamica.

Requisiti Olistici (DNSH)

FRAMEWORK ESG

Incoraggiati. Molti framework spingono per una visione olistica, ma la sua applicazione non è sempre un requisito binario.

Implicazioni Chiave:Le aziende sono spinte a considerare impatti collaterali. Gli investitori devono valutare caso per caso se l’approccio olistico è stato applicato in modo robusto.

RATING ESG

Integrati nel Punteggio.Controversie o danni ambientali collaterali sono tipicamente integrati nel punteggio finale (es. come penalità), ma raramente agiscono come fattore di esclusione assoluto.

Implicazioni Chiave:Un’azienda può avere un buon rating nonostante alcuni impatti negativi. Gli investitori potrebbero inconsapevolmente finanziare attività con esternalità negative.

TASSONOMIA EUROPEA

Obbligatori e Binari.Un’attività deve rispettare il principio “Non Arrecare Danno Significativo” (DNSH). È un requisito “pass/fail”.

Implicazioni Chiave:Le aziende devono adottare una visione a 360 gradi. Gli investitori hanno maggiore garanzia che l’investimento non abbia impatti negativi nascosti.

Prospettiva Temporale

FRAMEWORK ESG

Focalizzata sulla rendicontazione di performance passate e sulla descrizione delle strategie future, senza un percorso normativo definito.

Implicazioni Chiave:Le aziende descrivono le proprie ambizioni. Gli investitori valutano la credibilità della strategia dichiarata dall’azienda.

RATING ESG

Focalizzata sullo Status Quo.Tende a valutare la performance attuale o passata dell’azienda, con meno enfasi su un percorso di transizione definito da un regolatore.

Implicazioni Chiave:Le aziende sono premiate per ciò che sono oggi. Gli investitori ottengono una fotografia della performance attuale, ma meno indicazioni sulla traiettoria futura.

TASSONOMIA EUROPEA

Focalizzata sulla Transizione.Non si limita a premiare ciò che è già “verde”, ma definisce anche attività di transizione e abilitanti, fondamentali per l’economia futura.

Implicazioni Chiave:Anche i settori “difficili” possono essere sostenibili se seguono un percorso credibile. Gli investitori possono finanziare attivamente la transizione.

Fonte dell’Autorità

FRAMEWORK ESG

Entità private o coalizioni (es. GRI, ISSB). L’adozione è spesso volontaria ma spinta dal mercato o da normative indirette.

Implicazioni Chiave:Le aziende scelgono il framework più adatto. Gli investitori devono conoscere le differenze tra i vari standard.

RATING ESG

Entità Private.Sviluppati da agenzie di rating commerciali, ognuna con la propria metodologia proprietaria e soggetta a potenziali conflitti di interesse.

Implicazioni Chiave:Le aziende possono essere soggette a valutazioni divergenti. Gli investitori affrontano incertezza a causa della scarsa correlazione tra i rating.

TASSONOMIA EUROPEA

Normativa Pubblica (UE).Proviene da un’autorità legislativa. È una legge con valore legale, che fornisce un punto di riferimento stabile e ufficiale.

Implicazioni Chiave:La conformità è un obbligo per le aziende soggette. Gli investitori hanno un punto di riferimento autorevole che riduce l’incertezza.

© Prof. Dott. Giacomo Dalseno –giacomodalseno@gmail.com– Revisore Legale – non mera assurance ma partnership strategica

Framework ESG, Rating ESG, Tassonomia UE: tre strumenti, un solo obiettivo?

Non esattamente.

Capire le differenze è la chiave per navigare la finanza sostenibile ed evitare il greenwashing.

Il percorso che ci ha portati a sviluppare, Elisa Massimiani ed io collaborare, il  “Carbon Footprint Manager”, disponibile gratuitamente in versione beta, è la dimostrazione di quanto sia cruciale fare chiarezza su questi temi.

È lo spunto per una serie di approfondimenti che condividerò qui.

Visel Consultinghttps://viselconsulting.com/   offre una opportunità pertre aziendeper sperimentare gratuitamente la versione beta del  tool e dare un feedback strategico.

Partiamo dalle basi. Perché questi tre concetti non sono sinonimi?

Nel mondo della sostenibilità aziendale, la confusione regna sovrana. Spesso usati come sinonimi, questi tre concetti rispondono a domande molto diverse:

🔹Framework ESG (es. CSRD/VSME, GRI, ISSB):Sono il “manuale di istruzioni”. Forniscono standard e linee guida sucomeun’azienda dovrebbe misurare e comunicare le proprie performance di sostenibilità. L’output è un report, non un punteggio.

🔹Rating ESG (es. MSCI, S&P):Sono il “giudizio sintetico”. Agenzie private valutano l’intera azienda, assegnando un punteggio sulla sua gestione dei rischi e delle opportunità ESG. Il problema? Le metodologie sono spesso “scatole nere” e poco comparabili.

🔹Tassonomia UE:È il “certificato di sostenibilità” basato sulla scienza. Non valuta l’azienda, ma le suesingole attività economiche(es. produzione di energia, trasporti) sulla base di criteri tecnici quantitativi e normativi. L’obiettivo è creare un linguaggio comune e oggettivo per definire cosa è davvero “verde”.

Perché questa distinzione è cruciale?

Un’azienda può avere un buon Rating ESG grazie a ottime policy sulla carta, ma avere gran parte del fatturato derivante da attività non allineate alla Tassonomia.

La Tassonomia, con il suo approccio scientifico e granulare, forza le aziende a dimostrare, non solo a raccontare, la propria sostenibilità.

Questo sposta il focus dalla mera assurance a una vera partnership strategica per la transizione ecologica.

Quale di questi strumenti ha secondo voi il maggiore impatto sulla strategia aziendale? Discutiamone nei commenti.

Ho cercato di sintetizzare il vasto argomento, anche per la discussione, nel mio blog non avendo possibilità qui di inserirla.

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