Un’impresa dovrebbe considerare diversi fattori:
1. Contesto e aspettative degli stakeholder:
2. Obiettivi strategici e valori aziendali:
3. Benchmarking e best practice del settore:
4. Disponibilità e qualità dei dati:
5. Risorse e capacità dell’impresa:
6. Requisiti normativi e di compliance:
7. Coerenza nel tempo:
8. Equilibrio tra informazioni qualitative e quantitative: Mentre le soglie quantitative offrono un parametro di riferimento oggettivo, l’impresa dovrebbe anche considerare informazioni qualitative, come la gravità o l’irrimediabilità potenziale degli impatti, nel definire le soglie di materialità. Un approccio equilibrato che combini fattori qualitativi e quantitativi può fornire una valutazione più completa della materialità
Ecco un esempio di come un grandissimo ipermercato potrebbe utilizzare informazioni quantitative sulla gravità per valutare la materialità del suo impatto ambientale legato allo spreco alimentare.
Immaginiamo un ipermercato di 10.000 metri quadratiche serve una vasta area urbana. L’ipermercato è consapevole che lo spreco alimentare generato dalle sue operazioni contribuisce all’impatto ambientale, ma non è sicuro se il suo specifico contributo sia materiale.
Nella sua valutazione qualitativa, l’ipermercato riconosce che lo spreco alimentare contribuisce all’esaurimento delle risorse naturali, all’inquinamento e alle emissioni di gas serra associate alla produzione, al trasporto e allo smaltimento del cibo. Tuttavia, poiché è solo uno dei tanti rivenditori di generi alimentari nella regione, non è certo della materialità del suo specifico impatto.
Per approfondire, l’ipermercato decide di esaminare informazioni quantitative sulla scala e la portata del suo spreco alimentare:
- Scala:L’ipermercato analizza i suoi dati sullo spreco alimentare e scopre che genera circa 500 tonnellate di rifiuti alimentari all’anno. Questo rappresenta circa il 3% del totale delle vendite di prodotti alimentari dell’ipermercato in peso. Ulteriori analisi rivelano che il 60% di questo spreco è costituito da prodotti ancora commestibili che potrebbero essere donati o ridistribuiti.
- Portata:L’ipermercato valuta la portata potenziale delle conseguenze del suo spreco alimentare. Considera fattori come l’impronta di carbonio della produzione e del trasporto degli alimenti sprecati, l’uso di risorse come acqua e terreni per produrre cibo che non viene consumato, e il contributo dei rifiuti alimentari alle emissioni di metano dalle discariche. Conclude che, anche se il suo contributo allo spreco alimentare regionale può sembrare relativamente piccolo in percentuale, le conseguenze sono amplificate dalla scala assoluta del suo spreco e dall’alta percentuale di spreco evitabile.
Sulla base di queste informazioni quantitative, l’ipermercato conclude che il suo impatto in termini di spreco alimentare è materiale, nonostante rappresenti solo una piccola percentuale delle sue vendite totali di prodotti alimentari. Riconosce che la gravità delle conseguenze ambientali, insieme all’opportunità di ridurre significativamente lo spreco evitabile, rende questo un impatto materiale che richiede un’azione prioritaria.
Di conseguenza,l’ipermercato decide di considerare lo spreco alimentare come un impatto materiale ai fini del reporting di sostenibilità e di intraprendere azioni per ridurre lo spreco, come migliorare le previsioni della domanda, ottimizzare le pratiche di gestione delle scorte, donare il cibo in eccesso alle banche alimentari locali e sensibilizzare i clienti sulla riduzione dello spreco alimentare domestico.
L’esempio mostracome le informazioni quantitative sulla scala e la portata possano aiutare un grande rivenditore di generi alimentari a valutare la materialità del suo impatto ambientale legato allo spreco alimentare. Considerando fattori come la quantità assoluta di spreco, la percentuale di spreco evitabile e le conseguenze ambientali cumulative, l’ipermercato è in grado di prendere una decisione informata sulla materialità che tiene conto della gravità del suo impatto specifico, anche se può sembrare piccolo rispetto alle sue operazioni complessive. Questo esempio sottolinea l’importanza di considerare sia le metriche relative che quelle assolute, nonché le opportunità di miglioramento, nella valutazione della materialità.
Nel prossimo articolo scriveremo degli sprechi alimentari.

