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    L’Assurance nel Reporting di Sostenibilità

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    Guida all’Assurance di Sostenibilità

    L’Assurance nel Reporting di Sostenibilità

    Un’analisi del contesto normativo e dell’importanza strategica per i revisori legali.

    Contesto di Riferimento: Evoluzioni Normative

    A febbraio 2025, la Commissione Europea ha presentato il pacchetto di riforme denominato“Omnibus I”, volto a semplificare la rendicontazione di sostenibilità e a rispondere alle preoccupazioni espresse da imprese e stakeholder circa l’eccessivo carico informativo. Il pacchetto include una proposta di direttiva per la modifica delle date di applicazione della CSRD e una proposta di direttiva per modifiche sostanziali agli obblighi di reporting.

    Recepimento in Italia e Nuove Scadenze (Legge n. 118/2025)

    La prima proposta si è concretizzata con l’adozione dellaDirettiva (UE) 2025/794, nota come“Stop the Clock”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE il 16 aprile 2025. L’Italia ha recepito tale direttiva con laLegge n. 118/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 184 del 9 agosto 2025.

    La norma modifica l’art. 10 del D.L. 95/2025, introducendo il nuovo comma 1- bis, che posticipa le scadenze fissate dal Decreto Legislativo 125/2024 per l’attuazione della CSRD. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha confermato ufficialmente il recepimento della direttiva con una nota del 12 agosto 2025.

    Resta confermato l’obbligo per:

    • Grandi imprese EIP con oltre 500 dipendenti e EIP madri di grandi gruppi con oltre 500 dipendenti (su base consolidata), già tenute alla DNF: la decorrenza degli obblighi di rendicontazione resta nel2025(per esercizi avviati dal 1° gennaio 2024).

    Le date per le altre imprese sono così posticipate:

    • Altre grandi imprese e imprese madri di un grande gruppo: redazione nel2028(per esercizi avviati dal 1° gennaio 2027).
    • PMI quotate (EIP), enti piccoli e non complessi, imprese di assicurazione captive: redazione nel2029(per esercizi avviati dal 1° gennaio 2028).

    La seconda proposta del pacchetto Omnibus I, relativa alle modifiche sostanziali agli obblighi di reporting, è ancora in fase di approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.

    L’Importanza Strategica dell’Assurance

    Nonostante i rinvii, l’assurance sulla sostenibilità rimane cruciale. È uno strumento di gestione fondamentale per guadagnare la fiducia di investitori, creditori e stakeholder. Tuttavia, emergono nuove sfide per i professionisti:

    1

    Il “Gap di Aspettative”:Esiste il rischio che gli stakeholder si aspettino dalla verifica più di quanto l’assurance sia tenuta a fornire, minando la credibilità.

    2

    Standard in Evoluzione:La continua semplificazione degli standard (es. ESRS) rende il lavoro del revisore particolarmente complesso e richiede un aggiornamento costante.

    3

    Sviluppo dello Scetticismo Professionale:I revisori devono maturare un’esperienza consolidata nell’identificare le questioni di sostenibilità essenziali.

    La Relazione di Attestazione di Sostenibilità

    Il Fondamento Normativo (art. 11, D.Lgs. 39/2010)

    La base giuridica che governa l’intera attività di attestazione risiede nell’art. 11 del D.Lgs. n. 39/2010. Questo articolo stabilisce la gerarchia dei principi che il revisore deve seguire.

    Il Principio Generale

    Il comma 1-bis prevede che l’attività di attestazione debba essere svolta in conformità aiprincipi di attestazione adottati dalla Commissione Europea. Questi rappresentano lo standard di riferimento a livello unionale.

    La Norma Transitoria e l’Origine dell’SSAE Italia

    Tuttavia, il comma 2-bis precisa che,fino all’adozione di tali principi europei, l’attività in Italia è svolta in conformità a principi nazionali. Questi principi sono elaborati da associazioni e ordini professionali (Assirevi, CNDCEC, INRL) insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Consob.

    Risponde a questa esigenza il“Principio di attestazione della rendicontazione di sostenibilità – SSAE (Italia)”, adottato con determina del Ragioniere Generale dello Stato (n. RR 13 del 30 gennaio 2025). Questo standard nazionale colma il vuoto normativo temporaneo e garantisce un riferimento operativo rigoroso per i revisori italiani.

    Struttura della Relazione (art. 14-bis)

    L’art. 14-bis del D.Lgs. n. 39/2010definisce la struttura della relazione. Questo documento, indirizzato al CdA, deve includere obbligatoriamente tre sezioni fondamentali:

    • Paragrafo Introduttivo: Identifica in modo univoco la rendicontazione oggetto di attestazione, specificando data, periodo di riferimento e quadro normativo.
    • Descrizione della Portata: Dettaglia l’ambito e l’estensione delle attività di verifica, indicando i principi di attestazione utilizzati (es. SSAE Italia).
    • Conclusioni sulla Conformità: Esprime il giudizio del revisore.

    Livello di Sicurezza: La *Limited Assurance*

    L’incarico di attestazione è finalizzato ad acquisire unlivello di sicurezza limitato (limited assurance). Questo ha due implicazioni dirette:

    1. Formulazione della Conclusione

    Il giudizio è espresso in “forma negativa”. Il revisore conclude che, sulla base del lavoro svolto,non sono emersi elementiche facciano ritenere che il report non sia conforme agli standard.

    2. Profondità delle Procedure

    A differenza di una revisione completa (reasonable assurance), lalimited assurancenon richiede obbligatoriamente un’analisi approfondita del sistema di controllo interno. I controlli sono su base campionaria.

    Standard Professionali di Riferimento

    Per svolgere il suo incarico, il revisore deve fare riferimento a un preciso set di standard professionali, adottati a livello nazionale:

    • Principio Italiano di Etica e Indipendenza

      (Determina RGS n. RR 12 del 30 gennaio 2025). Estende al revisore della sostenibilità gli obblighi di etica e indipendenza già previsti per la revisione legale.

    • Principio SSAE (Italia)

      (Determina RGS n. RR 13 del 30 gennaio 2025). È il documento tecnico-operativo di riferimento. Delinea le procedure e deve essere utilizzato unitamente al principio internazionale ISAE 3000 (Revised).

    • Futuro Standard: ISSA 5000

      A livello internazionale, il futuro standard di riferimento sarà l’ISSA 5000, la cui adozione è prevista a partire dal 15 dicembre 2026.

    Confronto Grafico: Livelli di Assurance

    Questo grafico a barre illustra le differenze chiave tra un incarico di “Limited Assurance” e uno di “Reasonable Assurance” in termini di profondità delle procedure e livello di certezza fornito nelle conclusioni.

    Il Processo di Assurance

    Una guida operativa in cinque fasi, basata sul SSAE Italia.

    In questa fase preliminare, il revisore deve:

    • Acquisire informazioni preliminari sul reporting, sui criteri adottati e sul livello di assurance richiesto.
    • Verificare l’indipendenza e l’adeguatezza delle competenze del team di revisione.

    Le attività di pianificazione includono:

    • Comprendere il business dell’impresa e analizzare i rischi di sostenibilità.
    • Valutare criticamente se i temi significativi sono stati inclusi nella dichiarazione.
    • Analizzare il perimetro di rendicontazione e pianificare le attività di verifica.

    Questa fase si concentra sulla valutazione del sistema di controllo interno:

    • Comprendere e analizzare i processi di raccolta, aggregazione e controllo dei dati non finanziari.
    • Condurre interviste con i responsabili e visite presso le sedi aziendali.
    • Analizzare il rischio di inesattezze significative (significant material misstatement).

    In questa fase operativa, il team raccoglie le evidenze:

    • Eseguire le procedure di controllo di sostanza (substantive testing) per verificare metriche e target.
    • Svolgere interviste, analisi documentali e check list.
    • Valutare le evidenze ottenute per supportare le conclusioni finali.

    La fase finale culmina con l’emissione della relazione:

    • Revisionare la bozza di relazione e discutere le differenze rilevanti con il management.
    • Acquisire la lettera di attestazione finale firmata dal legale rappresentante.
    • Emettere la relazione finale, che esprime una“conclusione”(limited assurance) o un“giudizio”(reasonable assurance).

    Individuazione dei KPI di Sostenibilità

    Esempi di indicatori chiave di prestazione (KPI) per la valutazione degli impatti ESG.

    Impatti Ambientali
    KPIDescrizione e Obiettivo
    Calcolo delle emissioniCalcolo delle emissioni dirette e indirette (scope 1, 2, 3), al fine di consentire all’azienda di identificare le principali fonti di emissioni e comprendere come intervenire per ridurre l’impatto ambientale, stabilendo obiettivi di riduzione basati su dati concreti.
    Energia da fonti alternativeIncremento della produzione di energia da fonti rinnovabili con l’obiettivo di ridurre al massimo l’impatto ambientale aziendale e i costi energetici.
    Monitoraggio emissioniMonitoraggio delle emissioni prodotte nel breve periodo per verificare il raggiungimento degli obiettivi di riduzione e valutare l’implementazione di ulteriori iniziative.
    Impatti Sociali
    KPIDescrizione e Obiettivo
    Ore di formazioneLa formazione del personale determina il miglioramento delle capacità tecnico-professionali e la promozione di uno sviluppo personale volti al miglioramento del welfare aziendale, nonché della competitività e reputation aziendali.
    Cultura d’impresaLa promozione di una cultura d’impresa che si fonda su valori di trasparenza e rispetto dei lavoratori, rafforza il rapporto fiduciario tra azienda e lavoratori, il senso di appartenenza e l’identità aziendali.
    Motivazione del personaleLa motivazione del personale è fondamentale per la realizzazione di un ambiente lavorativo sano e appagante e per il conseguimento degli obiettivi aziendali.
    Impatti di Governance
    KPIDescrizione e Obiettivo
    Diversità nel CdAValutazione della composizione del CdA (genere, etnia, background, etc.) per garantire una varietà di prospettive ed esperienze, che comporta decisioni più informate ed efficienti.
    Aggiornamento Risk ManagementÈ fondamentale tenere costantemente aggiornata la funzione di risk management con riferimento ai mutevoli aspetti economici, politico-sociali, tecnologici e ambientali in cui opera l’impresa.

    Benefici e Valore Strategico

    L’Assurance Volontaria come Leva Strategica

    Al di là degli obblighi normativi, l’assurance volontaria sulle informazioni di sostenibilità assume un carattere strategico per le imprese. Questo si basa su considerazioni chiave che toccano il cuore del business:

    Merito Creditizio e Finanza Sostenibile

    Integrare i criteri ESG nel processo di valutazione del merito creditizio rappresenta la nuova frontiera della finanza sostenibile. La sostenibilità diventa così sempre più elemento centrale da integrare nelle analisi di rischio e da considerare per creare valore e vantaggio competitivo per l’impresa. Gli istituti di credito e i partner finanziari integrano i criteri ESG nei propri processi di valutazione del merito creditizio e nella determinazione del pricing del rischio.

    I Vantaggi Concreti dell’Assurance

    L’attività di assurance, se condotta con rigore, genera un valore significativo per l’impresa e i suoi stakeholder. I principali benefici includono:

    Verifica e Attendibilità:Conferma la correttezza e l’affidabilità delle informazioni non finanziarie.

    Miglioramento dei Controlli Interni:Fornisce spunti per rafforzare i processi di raccolta e gestione dei dati.

    Riduzione del Rischio di Errori:Mitiga il rischio di greenwashing e di errori nel reporting.

    Aumento di Fiducia e Trasparenza:Rafforza la credibilità dell’organizzazione verso il mercato.