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    Domanda ID 441 – Microplastiche – Maggio 2024 – EFRG

    Parliamo di Microplastiche e Biberon per proseguire il nostro discorso sul “biomediacale” per capire meglio la problematica.

    Nasce questo dal fatto che a giorni diventerò nonno.

    I biberon per neonati sono tradizionalmente realizzati in diversi tipi di materiali plastici, ognuno con caratteristiche specifiche:

    1. Polipropilene (PP):

       – Molto comune nei biberon moderni, il polipropilene è apprezzato per essere leggero, infrangibile e resistente al calore. È una plastica priva di bisfenolo A (BPA), il che lo rende una scelta rispetto ad altri materiali plastici utilizzati in passato.

    2. Polietersulfone (PES):

       – Una plastica più resistente e trasparente rispetto al polipropilene. Anche il PES è senza BPA e viene utilizzato per la sua durata e la capacità di resistere alle alte temperature senza deformarsi.

    3. Polietilene ad Alta Densità (HDPE):

       – Il polietilene ad alta densità è meno comune, ma viene utilizzato in alcuni biberon per la sua resistenza chimica e fisica. È anche privo di BPA e di altre sostanze nocive.

    4. Silicone:

       – Sebbene tecnicamente non una plastica, il silicone di grado medico è utilizzato nella realizzazione di alcune parti dei biberon, come le tettarelle. Il silicone è morbido, duraturo e sicuro da sterilizzare ad alte temperature.

    5. Materiali Privi di Bisfenolo A (BPA-Free):

       – Dal 2011, l’Unione Europea ha vietato la vendita di biberon in plastica contenenti BPA a causa dei suoi potenziali effetti nocivi sulla salute. Pertanto, tutti i biberon ora devono essere privi di BPA, con molte aziende che utilizzano materiali alternativi come il polipropilene, il PES e il silicone.

    Ora TITOLO post di FOCUS del 21 ottobre 2020  

    Salute Biberon e microplastiche

    A contatto con acqua e alimenti molto caldi i contenitori in polipropilene, come i biberon, possono rilasciare milioni di particelle di microplastica.

    Quando si beve da una bottiglia in plastica o si mangia da un contenitore per il microonde ci sono notevoli probabilità che si stia utilizzando un contenitore in polipropilene, un materiale pensato per essere sicuro, adatto a molte applicazioni, tra le quali appunto i contenitori per alimenti che richiedono acqua a temperatura elevata o microonde per essere preparati.

    […]

    L’esperimento si è allargato a tutti i contenitori in propilene, compresi i biberon utilizzati per il 78 per cento dei bambini del mondo – passando in rassegna la stragrande maggioranza (83%) dei modelli in commercio. Lo studio evidenzia che per ogni litro di acqua calda sopra i 70 °C, utilizzata per lavare il biberon o miscelare il cibo, vengono rilasciate fino a 16 milioni di particelle di microplastica con dimensioni inferiori ai 20 micrometri (20 millesimi di millimetro). Quando l’acqua è stata portata a 95 °C (consigliata per molti cibi e per la sterilizzazione) la quantità di particelle rilasciata è salita a 55 milioni per litro.

    ECCO LA DOMANDA E LA RISPOSTA

    Domanda ID 441 – Microplastiche – Maggio 2024

    Domanda posta

    L’impresa è tenuta a segnalare le microplastiche all’interno della struttura (“generate o utilizzate”)? Riferimento ESRS Requisito informativo ESRS E2-4 paragrafi 28 (b) e AR 20

    Parole chiave Microplastiche

    Sfondo

    Il paragrafo 28, lettera b), dell’ESRS E2-4 recita: «L’impresa deve pubblicare gli importi … di microplastiche generate o utilizzate dall’impresa».

    L’ESRS E2-4, paragrafo AR 20, recita: “Le informazioni da fornire sulle microplastiche ai sensi del paragrafo 28, lettera b), includono le microplastiche che sono state generate o utilizzate durante i processi di produzione o che sono approvvigionate e che lasciano gli impianti dell’impresa come emissioni, come prodotti o come parte di prodotti o servizi. Le microplastiche possono essere prodotte involontariamente quando […] Risposta

    Se materiale, un’impresa deve fornire, come minimo, informazioni sulle quantità di microplastiche che genera o utilizza.

    Si riferiscono alla generazione o all’uso intenzionale o non intenzionale, sia attraverso i processi di produzione che di approvvigionamento.

    Ai fini della rendicontazione sono da considerare le microplastiche che escono dagli stabilimenti dell’impresa sotto forma di prodotti, parti di prodotti o servizi, ovvero le emissioni.

    Non è necessario segnalare le microplastiche che restano all’interno delle strutture, che vengono utilizzate nei processi produttivi e che rappresentano l’inventario utilizzato per i processi aziendali, in quanto non lasciano le strutture.

    La legislazione in materia di microplastiche è attualmente in evoluzione; pertanto, in futuro potrebbero essere previsti requisiti più definiti.

    DiGiacomo Dalseno

    Revisore Legale e Reviore della Sostenibilità